Facebook: smart working come policy base

Facebook: smart working

Facebook: smart working come policy base

Il titolo in borsa si posiziona su nuovi massimi e recupera in modo deciso le perdite di marzo.

Facebook: smart working come policy base

Dopo aver annunciato la nuova funzionalità per l’e-commerce, ieri Mark Zuckerberg ha condiviso col mondo i dati sulle preferenze lavorative dei suoi 44.942 dipendenti. Forte di un campione d’analisi decisamente consistente,  il ceo di Facebook aferma che entro i prossimi 5-10 anni circa il 50% degli impiegati lavorerà da remoto.

Vediamo come hanno risposto al sondaggio:

Più della metà di loro dice di essere produttiva almeno quanto in ufficio. Circa il 40 % è interessato al lavoro da remoto a tempo pieno, ma più del 50 % vuole tornare in ufficio il prima possibile. Delle persone che vogliono lavorare da remoto, circa il 75 % ha detto che potrebbe trasferirsi in un altro posto — e di quelli, il 38 % ha detto che si sarebbero trasferiti in una grande città mentre il resto diceva che avrebbero vissuto altrove.

Vediamo secondo Zuckerberg quali sono i pro e i contro

PRO:

  • La possibilità di raggiungere talenti che vivono lontano dai grandi hub tecnologici;
  • Minor impatto ambientale
  • Aumento della produttività e di conseguenza innovazione tecnologica.

“Lavorare da remoto dovrebbe aiutare soprattutto noi ad avanzare alcune delle tecnologie future che stiamo sviluppando. Visto che la maggior parte di ciò che costruiamo è volto ad aiutare le persone a sentirsi connesse e presenti con gli altri ovunque siano — come le nostre app di messaggistica privata, videochat, Workplace, Portal e eventualmente  realtà virtuale e aumentata – lavorare da remoto e quindi “vivere” ciò che costruiamo ci permetterà di migliorare”.

CONTRO:

  • trovare il giusto equilibrio per la vita lavorativa senza un chiaro confine tra lavoro e casa
  • legami sociali più deboli tra colleghi, specialmente i nuovi assunti,
  • incognita sugli effetti alla creatività

Questi i punti chiave, anche se il ceo Facebook si pone molti altri interrogativi. Per questo la transizione verso il remote working sarà graduale. E infatti Facebook inizierà a testare le prime assunzioni da remoto, concentrandosi su giovani menti di periferia, lontane dagli hub. Si concentreranno come prima cosa sulle città di Atlanta, Dallas e Denver.

Mark conclude dicendosi fortunato. Facebook è un’azienda tecnologica e molto del lavoro può essere svolto da remoto. Non tutti hanno questa flessibilità.

Il ceo si dice però convinto che  “man mano che la tecnologia migliora, il numero di posti di lavoro da remoto aumenterà probabilmente anche nel resto dell’economia. Nel corso del tempo avremo la tecnologia necessaria a sentirci veramente presenti ovunque siamo. Penso che questa sia una direzione importante in cui il mondo andrà dopo Covid, ed è per questo che stiamo costruendo prodotti per aiutare più organizzazioni a trovare modi per lavorare da remoto, oltre che più modi per le persone di connettersi e sentirsi presenti socialmente. Ci vorrà del tempo per far funzionare tutto per tutti. Impareremo molto da questo, e avremo più aggiornamenti e dettagli da condividere nei prossimi mesi quando lo scopriremo”.

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