STM vola, MPS sotto i riflettori e il caso Ferrari.

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Il mercato azionario italiano vive una fase di forte dinamismo, tra titoli tecnologici che polverizzano record, banche in fermento per le trimestrali e colossi dell’automotive che cercano di ritrovare la propria strada. In questo scenario ho analizzato i principali movimenti a Piazza Affari, offrendo spunti operativi su STM, MPS, Ferrari e il settore Difesa.

STM: Una corsa inarrestabile verso il +125%

Il protagonista assoluto è STMicroelectronics (STM), che da inizio anno ha segnato una performance incredibile del +125% [00:31]. Secondo Di Lorenzo, questo rialzo è figlio di un generale “repricing” del settore tech, spinto dall’entusiasmo globale per l’intelligenza artificiale.

Strategia operativa: Andare contro un trend così forte è rischioso. La raccomandazione non è quella di vendere allo scoperto (shortare), ma di attendere una fase di consolidamento o uno storno veloce per incrementare le posizioni [01:16].

MPS e il settore bancario: In attesa della trimestrale

L’attenzione degli investitori è rivolta a Monte dei Paschi di Siena (MPS). Il titolo ha sovraperformato l’indice bancario, guadagnando il 33% dai minimi di marzo [04:05]. Il mercato sembra premiare la continuità della gestione guidata dall’AD Luigi Lovaglio, nonostante la volatilità che ha caratterizzato il titolo negli ultimi mesi.

Su Intesa Sanpaolo, Di Lorenzo osserva come, nonostante i risultati recenti siano stati eccellenti, il mercato abbia reagito con freddezza a causa di aspettative estremamente elevate [06:50]. Tuttavia, il settore bancario rimane solido e potrebbe beneficiare ancora del contesto dei tassi d’interesse.

Il “caso” Ferrari: Perché il titolo è sotto pressione?

Dopo un lungo periodo di euforia, Ferrari sembra aver imboccato un canale discendente. Dai massimi di febbraio 2025 (vicini ai 500€), il titolo è sceso sotto la soglia dei 300€ [08:44].

Il calo è legato a una revisione delle aspettative del mercato, che ora valuta il titolo con multipli più simili al settore del lusso che all’automotive puro.

  • Supporto chiave: L’area dei 270€ è indicata come il possibile livello di ingresso più opportuno per chi desidera puntare sul Cavallino Rampante a prezzi più competitivi [09:48].

Settore Difesa e Saipem: Luci e ombre

L’analisi si è poi spostata sul comparto Difesa e Aerospazio:

  • Leonardo: Il recente ribasso è considerato fisiologico e non intacca il trend di lungo periodo, che rimane integro [11:16].

  • Fincantieri: Vive una fase di debolezza più marcata, toccando minimi che non si vedevano da anni [10:43].

  • Saipem: Mostra una forza relativa sorprendente nonostante le forti posizioni short presenti sul titolo. Di Lorenzo rimane positivo, pur avvertendo che nella seconda metà dell’anno il prezzo del petrolio potrebbe stabilizzarsi sotto i 100 dollari [13:51].

Conclusioni: Cosa monitorare nelle prossime sedute?

Il mercato italiano si conferma ricco di opportunità ma richiede prudenza. Titoli come Diasorin, che ha segnato strappi rialzisti improvvisi oltre il 6% [14:26], dimostrano come la volatilità sia sempre dietro l’angolo. Per gli investitori, la parola d’ordine è “seguire il trend”, senza forzare entrate su titoli in ipercomprato, ma sfruttando i supporti tecnici per posizionarsi strategicamente.

 

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Pietro Di Lorenzo