La fiscalità sugli Etf (vantaggi e svantaggi)

La fiscalità sugli Etf

Dal 2014, per gli Etf vige un nuovo regime fiscale, (che va a semplificare enormemente quello precedente in vigore), secondo il quale le plusvalenze generate da questi strumenti, sono tratte come reddito da capitale, le minusvalenze come redditivi diversi.

Per una maggiore chiarezza espositiva, è doveroso fare un passo indietro. Cosa si intende per redditi di capitale e per redditi diversi di natura finanziaria?

Per entrambi i tipi di reddito la tassazione è fissata al 26%, salvo alcune deroghe, i titoli di stato e alcuni titoli appartenenti alle white list beneficiano di una tassazione del 12.5%.

Vediamo quali sono gli utili che rientrano nella categoria di reddito di capitale:

  • Proventi da OICR
  • Interessi sui depositi, conti correnti
  • Plusvalenza su ETF
  • Cedole obbligazionarie
  • Redditi da contratti di assicurazione sulla vita

 

Questa categoria di redditi sono solo positivi e non possono essere compensati con le minusvalenze. Sono tassati direttamente dall’intermediario finanziario che funge da sostituto d’imposta per conto dell’erario

Rientrano nella categoria dei redditi diversi:

  • Minusvalenze di OICE , azioni, obbligazioni ,ETF
  • Plusvalenze e altri proventi realizzati a titolo oneroso di strumenti finanziari come azioni, ETC, Certificates, rimborso di obbligazioni
  • cessione di contratti a termini
  • cessione a termine di valute estere

 

E’ importante sapere che nel caso di proventi generati da redditi diversi, minu e plusvalenze possono essere compensate fra di loro. I redditi da capitale invece non possono essere compensati con le minus derivanti da redditi diversi.

Ritornando al caso specifico degli ETF.  Le plusvalenze sono equiparati a redditi da capitale, pertanto non si compensano con le minusvalenze generate da altri strumenti finanziari.

Le minusvalenze invece, in quanto redditi diversi, possono essere compensate con le plusvalenze generate da azioni, obbligazioni, ETC, certificati e derivati.  In altre parole, le minusvalenze generate dagli Etf, vanno ad alimentare uno “zainetto fiscale” per 4 anni e possono essere utilizzati in compensazione con i guadagni prodotti da strumenti che generano redditi diversi.

 

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