ADAM BACK E’ L’INVENTORE DEL BITCOIN?

ADAM BACK

ADAM BACK E’ L’INVENTORE DEL BITCOIN?

Il 7‑8 aprile 2026 il New York Times ha pubblicato un’inchiesta che punta il dito su Adam Back, crittografo britannico e fondatore di Blockstream, come uomo dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Secondo il quotidiano, dopo un’indagine di circa 18 mesi il giornalista John Carreyrou sarebbe arrivato a questa conclusione confrontando vecchie e‑mail, post e messaggi di Back con il linguaggio usato da Satoshi nei primi anni di Bitcoin.

Tra gli “indizi” citati ci sarebbe:

  • Uso tipico dell’inglese britannico, con spellings e strutture fraseologiche coerenti.

  • Pattern di uso dei trattini e della punteggiatura, che il NYT giudica molto simili a quelli presenti nei testi di Satoshi.

  • Coincidenze temporali e sovrapposizioni di interessi tra Hashcash, Bitcoin e la comunità cypherpunk.

Per ora, però, si tratta di indizi statistici e linguistici, non di prove crittografiche (es. firma con una chiave privata di blocchi di Satoshi).


Chi è Adam Back? Il legame con Bitcoin

Adam Back è uno dei pionieri storici del mondo delle criptovalute:

  • Nel 1997 ha creato Hashcash, un sistema di proof‑of‑work nato per combattere lo spam e‑mail, poi usato come base del meccanismo di mining di Bitcoin.

  • È citato direttamente nel whitepaper di Bitcoin pubblicato da Satoshi Nakamoto, a dimostrazione del forte legame teorico.

  • È fondatore di Blockstream, società focalizzata su infrastrutture Bitcoin (Sidechains, Liquid, Lightning, ecc.).

Per molti nel settore Back è da anni uno dei candidati più plausibili per chi si nasconde dietro Satoshi, ma fino a oggi nessuna prova diretta lo ha mai confermato.


La risposta di Adam Back: “Non sono Satoshi”

Nonostante la ricostruzione del NYTAdam Back ha subito respinto l’accusa con una dichiarazione pubblica:

Non sono Satoshi, ma sono stato tra i primi a concentrarmi sulle implicazioni sociali della crittografia, della privacy online e della moneta elettronica”.

Sul suo profilo X (ex Twitter) e in interviste a media come BBC e altri ha ribadito che:

  • non è lui l’autore del whitepaper di Bitcoin;

  • l’indagine del New York Times soffre di bias di conferma e di un’eccessiva lettura di dati circostanziali.

In pratica, ammette:

  • di aver lavorato sugli stessi temi (hashcash, privacy, denaro elettronico);

  • ma negare di essere Satoshi Nakamoto.


Quanto vale davvero l’inventore del Bitcoin?

A prescindere dal nome, chi si cela dietro Satoshi è una delle persone più ricche del pianeta solo in termini di Bitcoin.
Secondo l’exchange Arkham Intelligence, gli indirizzi ritenuti appartenenti a Satoshi controllano infatti oltre 1 milione di BTC, con un valore stimato attorno ai 73 miliardi di dollari (circa 68 miliardi in euro).

Questo patrimonio:

  • è quasi interamente inattivo da anni;

  • non è mai stato spostato in modo da compromettere la privacy o la sicurezza del network.

Per un trader o un investitore, la “rivelazione” di oggi non cambia la tecnologia né la supply di Bitcoin, ma può muovere psicologicamente il mercato in caso di notizie di vendita o conferma definitiva.


Perché il mistero di Satoshi conta ancora per i mercati

Il fatto che l’identità di Satoshi resti solo ipotizzata ha un impatto sulle dinamiche psicologiche del mercato:

  • Pacificazione: se davvero fosse un volto “notevole” come Adam Back, molti nel settore potrebbero vedere Bitcoin come meno anonimo e più istituzionale.

  • Volatilità sulle notizie: qualsiasi dichiarazione di Back, del NYT o di altre istituzioni può generare picchi di interesse (e di trading) attorno al BTC.

Per un trader, la lezione pratica è:

  • non giocare sul gossip dell’identità, ma sulle dinamiche fondamentali: halving, hash rate, adozione da parte di istituzioni, leggi regolatorie.

  • avere in pancia che il whitepaper e il codice sono più importanti del nome dietro lo pseudonimo.


Conclusione: ADAM BACK l’inventore del Bitcoin è ancora “semi‑svelato”

Con il New York Times che punta il dito su Adam Back, il mistero di Satoshi Nakamoto assume un nuovo livello mediatico, ma non è ancora scientificamente chiuso.
Finché non arriverà una prova crittografica incontrovertibile (es. firma con una chiave di blocchi di Satoshi), l’immagine di “inventore del Bitcoin” resterà un mix tra indagine giornalistica, indizi linguistici e opinioni della community.

Per chi opera sui mercati, la vera chiave resta:

  • capire la tecnologia;

  • monitorare eventi sensibili (governativi, regolatori, notizie su grandi asset “Satoshi‑like”).


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Pietro Di Lorenzo