Crollo Stellantis : Cosa fare dopo il -25%?
Crollo Stellantis :il titolo ha scosso i mercati con un crollo verticale, perdendo oltre il 25% in una sola seduta e segnando un drammatico -80% rispetto ai massimi di marzo 2024. In un contesto dove Ferrari accelera, il gruppo guidato (fino a poco fa) da Carlos Tavares sembra essere entrato in una spirale negativa senza fine.
Ma è il momento di tentare l’acquisto sui minimi o il rischio di nuovi ribassi è ancora troppo alto? Nell’ultimo appuntamento di “15 Minuti con Pietro”, Pietro Di Lorenzo ha analizzato lo scenario attuale, proponendo strategie concrete per chi vuole gestire la volatilità del titolo senza esporsi eccessivamente.
Perché le azioni Stellantis stanno crollando?
Il sentiment su Stellantis è ai minimi storici. Tra le cause principali del recente sell-off identificate nell’analisi troviamo:
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Mancato pagamento del dividendo: Una notizia shock che ha allontanato gli investitori orientati al rendimento.
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Crisi della transizione elettrica: Le case automobilistiche “old style” faticano a tenere il passo della concorrenza cinese.
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Performance divergenti: Mentre Ferrari brilla grazie a conti solidi e un posizionamento luxury, Stellantis soffre la crisi del mercato di massa.
Investire su Stellantis oggi: 3 possibili scenari
Secondo Pietro Di Lorenzo, l’investitore si trova oggi davanti a tre strade:
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L’attesa: Rimanere alla finestra aspettando che il titolo trovi una base solida di supporto.
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Il trading speculativo: Cercare il rimbalzo tecnico, una strategia ad alto rischio (“alla Garibaldina”) data la forza del trend ribassista.
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L’approccio resiliente con i Certificati: Utilizzare strumenti derivati per incassare premi anche in caso di lateralità o leggero ribasso.
Strategie operative: I Certificati Cash Collect su Stellantis
Per chi crede che il peggio sia passato, ma teme nuove scosse di assestamento, la soluzione proposta da Di Lorenzo risiede nei Certificati d’Investimento. Questi strumenti permettono di proteggere il capitale grazie a barriere profonde.
1. Certificato Low Barrier (Barriera 40%)
Una struttura multi-sottostante (che include Intesa Sanpaolo e STM) con una barriera capitale estremamente conservativa al 40%. Questo significa che l’investitore è protetto finché Stellantis non perde un ulteriore 40% circa dai livelli attuali.
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Vantaggio: Rendimento potenziale del 1% mensile con un ampio cuscinetto di protezione.
2. Certificato Single Name Stellantis (Barriera 55%)
Per chi vuole puntare esclusivamente sul recupero del colosso automotive, esiste una soluzione mono-sottostante con barriera al 55%.
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Vantaggio: Struttura più semplice da monitorare e rendimento (cedola) leggermente superiore, ideale per chi cerca un compromesso tra protezione e profitto.
Crollo Stellantis: Gestire l’emotività
“Non bisogna ragionare di pancia”, avverte Pietro Di Lorenzo. La delusione per il crollo non deve spingere a medie al ribasso pericolose o a vendite dettate dal panico. La chiave è la diversificazione e l’uso di strumenti che, come i Cash Collect, offrono una “via di mezzo” tra l’esposizione diretta all’azione e la liquidità.
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