Finfluencer e Consob: regole, rischi e disclosure

Finfluencer

Finfluencer: come promuovere prodotti finanziari in modo responsabile (linee guida ESMA/Consob)

Se parli di investimenti sui social, promuovere un prodotto o un servizio finanziario non è come sponsorizzare scarpe o orologi: un contenuto impreciso o fuorviante può avere conseguenze economiche negative reali per chi ti segue e può esporti a responsabilità.

È il messaggio chiave della scheda “Finfluencer – Suggerimenti per una promozione responsabile” diffusa in ambito ESMA e richiamata da Consob


1) Sei responsabile di ciò che pubblichi (anche se non sei un professionista)

Anche se non lavori in banca, non sei un intermediario e non sei un consulente finanziario, resti responsabile di quello che comunichi. Post “avventati” o ingannevoli possono danneggiare i follower e generare conseguenze legali in caso di risultati negativi per gli investitori.

Traduzione pratica: prima di pubblicare, chiediti se un utente medio potrebbe interpretare il tuo post come “garanzia di rendimento” o come invito implicito ad agire.


2) Sponsorizzazioni e conflitti: dillo forte e chiaro

Se ricevi denaro, regali o altri benefici per pubblicizzare qualcosa, non deve essere nascosto in caratteri minuscoli o solo in un hashtag: va dichiarato in modo evidente con diciture tipo “pubblicità”, “collaborazione a pagamento”, “sponsorizzato” (o usando i banner nativi della piattaforma). Inoltre, se sei già investito in ciò di cui parli o potresti beneficiarne perché altri acquistano, è corretto dichiararlo.

Best practice SEO + trust: inserisci la disclosure anche nel primo terzo del post (non solo a fine caption). Migliora la fiducia e riduce contestazioni.


3) Quando parli di opportunità d’investimento, i rischi vanno in primo piano

Alcuni strumenti spesso citati dai finfluencer (es. CFD, forex, futures, alcune iniziative di crowdfunding, criptovalute volatili) possono comportare rischi molto elevati, inclusa la possibilità di perdere il 100% del capitale. Il documento insiste su un principio: vero, corretto, chiaro e non fuorviante, distinguendo fatti da opinioni.

Traduzione pratica: evita frasi assolute (“è sicuro”, “guadagni garantiti”, “impossibile perdere”) e separa sempre:

  • Dato (fonte / contesto)

  • Lettura personale (opinione)

  • Scenario di rischio (cosa può andare storto)


4) “Grandi promesse = grandi rischi”: attenzione a FOMO e “diventa ricco”

Se ciò che promuovi sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. La scheda invita a:

  • capire davvero le caratteristiche del prodotto/servizio, soprattutto se è rischioso;

  • evidenziare i rischi, non solo i benefici;

  • non mettere pressione con urgenze artificiali (“entra ora”, “ultimo treno”, “diventa ricco velocemente”).

Inoltre, prima di promuovere una piattaforma o un’azienda, è essenziale verificare che sia autorizzata: pubblicizzare soggetti sospetti può mettere nei guai te e chi ti segue.


5) Raccomandazioni e consulenza: il confine è più vicino di quanto pensi

Dire alle persone cosa comprare/vendere/detenere può essere considerato consulenza in materia di investimenti, attività che richiede un’autorizzazione dell’autorità competente. Anche pubblicare opinioni su “salirà/scenderà” o promuovere strategie può rientrare nelle raccomandazioni di investimento e ricadere in regole specifiche. La scheda sottolinea un punto spesso sottovalutato: il classico disclaimer “questa non è consulenza” potrebbe non proteggerti in certi casi.

Traduzione pratica: meglio passare da “fai così” a:

  • “Ecco come funziona”

  • “Ecco i rischi/variabili”

  • “Ecco gli scenari”

  • “Ecco come ragiono io (non personalizzato)”


6) Non fingere competenze che non hai

Se non comprendi un prodotto, non parlarne come se lo conoscessi. Non serve una laurea per creare contenuti, ma raccomandazioni sbagliate possono causare danni concreti ai follower… e a te.


Checklist rapida per post “a prova di contestazioni”

Prima di pubblicare, spunta questi punti:

  • ✅ Ho dichiarato chiaramente se è pubblicità/sponsorizzato

  • ✅ Ho indicato eventuali conflitti di interesse (sono investito? beneficio se altri comprano?)

  • ✅ Ho separato fatti e opinioni

  • ✅ Ho scritto rischi e non solo benefici (anche perdita totale)

  • ✅ Non ho usato claim tipo “garantito”, “sicuro”, “ricco veloce”, “ultimo treno”

  • ✅ Se c’è una piattaforma/azienda, ho verificato che sia autorizzata

  • ✅ Non ho dato indicazioni personalizzate su compra/vendi/detieni

Finfluencer FAQ

Un finfluencer può consigliare cosa comprare?
Se la comunicazione diventa una raccomandazione personalizzata, può essere considerata consulenza e richiedere autorizzazione.

Basta scrivere “non è consulenza finanziaria” per essere tranquilli?
No: la scheda evidenzia che il disclaimer potrebbe non proteggere in determinati casi.

Come segnalo correttamente una sponsorizzazione?
In modo evidente (non “microscopico” e non solo con hashtag), usando diciture chiare o i banner pubblicitari della piattaforma.


Conclusione

La crescita di un blog o profilo “finanza” passa anche da un fattore spesso ignorato: credibilità. Trasparenza sulle sponsorizzazioni, chiarezza sui rischi e attenzione a non scivolare nella consulenza non sono solo “compliance”: sono leve che aumentano fiducia, condivisioni e retention nel lungo periodo

Articolo scritto da Pietro Di Lorenzo

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