Opzioni 0DTE e opzioni giornaliere: guida pratica per trader
Opzioni 0DTE il nuovo trading estremo dei retail (guida pratica per trader italiani).
Negli ultimi mesi la parola “0DTE” è diventata onnipresente nelle community di trading internazionali: parliamo delle opzioni a zero giorni alla scadenza, strumenti che nascono e muoiono nell’arco di una sola giornata. Per molti trader retail rappresentano il “nuovo gaming” della finanza: tanta leva, movimenti esplosivi, forte adrenalina… e un rischio di bruciarsi il conto in poc
In Italia l’accesso diretto alle opzioni 0DTE su indici come l’S&P 500 è ancora limitato, ma cresce l’interesse per strumenti che consentono approcci simili.
Cosa sono le opzioni 0DTE (in parole semplici)
Le opzioni 0DTE (Zero Days to Expiration) sono contratti derivati a brevissima durata, che arrivano a scadenza oggi stesso. Possono essere sia opzioni “normali” giunte all’ultimo giorno di vita, sia opzioni giornaliere create per scadere a fine seduta.
Caratteristiche chiave:
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Durata: si azzerano entro la giornata.
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Prezzo: molto sensibile ai movimenti intraday del sottostante e al decadimento temporale (theta) che si consuma letteralmente ora dopo ora.
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Leva: alta, con premi relativamente contenuti rispetto al notional movimentato.
Sono strumenti pensati per chi vuole sfruttare micromovimenti intraday su indici, azioni o altri sottostanti, spesso in corrispondenza di news o eventi macro.
Perché sono esplose negli USA (e perché se ne parla ovunque)
Negli Stati Uniti il boom delle opzioni 0DTE ha cambiato il volto del trading intraday. Secondo i dati CBOE citati da diversi report, queste opzioni arrivano a rappresentare oltre il 70–75% del volume totale sulle opzioni sull’S&P 500, un livello che pochi anni fa sarebbe stato impensabile.
Motivi principali:
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Costi di accesso contenuti, quindi molto attraenti per piccoli conti.
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Piattaforme user-friendly che rendono semplice comprare/vendere opzioni anche da mobile.
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Interesse dei media e dei social (X, Reddit, TikTok) che raccontano casi di guadagni rapidissimi, alimentando FOMO e effetto “meme” sui derivati, un po’ come accadde ai tempi di GameStop.
Questa combinazione ha portato alcuni strategist a parlare di rischio “Volmageddon 2.0”: se troppa leva intraday si concentra su strumenti così sensibili, la volatilità dell’intero mercato può amplificarsi.
E in Italia
Per il trader retail italiano l’accesso diretto alle 0DTE americane è ancora complesso: servono broker abilitati, requisiti più stringenti, conoscenza tecnica delle opzioni classiche e della marginazione.
Le analisi più recenti sottolineano come molti trader retail si stiano spostando verso covered warrant a breve scadenza proprio per “copiare” il modello 0DTE americano, ma con un contenitore più familiare e regolamentato.
Strategie “tipo” che attirano i retail
Senza entrare in formule complesse, ecco le logiche che oggi generano più interesse tra i retail quando si parla di opzioni giornaliere
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Trading di breakout intraday su indici: comprare call o put a brevissima scadenza quando il prezzo rompe un livello chiave nel corso della giornata, puntando a un movimento esplosivo a favore.
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Trading su eventi di giornata (dati macro, trimestrali, decisioni di banche centrali): acquistare strumenti con scadenza ravvicinata poco prima dell’evento, sperando in un forte spike di volatilità subito dopo.
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Uso “ibrido” come copertura tattica: chi ha posizioni a leva su indici o azioni può comprare strumenti a breve scadenza per proteggersi per una singola seduta particolarmente rischiosa (es. FOMC, BCE, NFP).
Queste idee sono esattamente quelle che tendono a performare bene in termini di click e condivisioni, perché parlano di setup concreti e collegati a casi reali di mercato.
I rischi reali: theta, leva e volatilità intraday
È qui che molti retail si fanno male.
Punti critici:
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Decadimento temporale (theta): su un’opzione o un covered warrant a brevissima scadenza, ogni ora che passa erode valore se il sottostante non si muove abbastanza nella direzione giusta.
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Leva implicita: il premio può sembrare “basso”, ma il movimento in percentuale può essere enorme in entrambi i sensi, con rischio di perdere quasi tutto il capitale allocato sulla singola operazione.
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Volatilità intraday anomala: news improvvise, ampliamento degli spread, mancanza di profondità di book possono far saltare stop o impedire di chiudere alle condizioni desiderate.
Diverse analisi internazionali sottolineano che questi strumenti non sono “per tutti”: sono adatti solo a chi ha chiaro il funzionamento delle opzioni, delle greche e dell’impatto della leva sul proprio conto.
6. Mini check-list per il trader retail italiano
Se sei un trader retail italiano incuriosito da 0DTE , una possibile check-list prudenziale potrebbe includere:
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Inizia con size molto piccole rispetto al tuo conto, trattando l’operatività come “laboratorio” e non come core strategy.
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Lavora solo su sottostanti liquidi e conosciuti (grandi indici, principali blue chip, macro-cambi), evita esotici o titoli sottili.
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Operazioni basate su livelli tecnici chiari o su eventi specifici, non su sensazioni.
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Definisci prima il max loss giornaliero dedicato a questa operatività: se lo superi, smetti.
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Conserva uno storico dei trade, con screenshot e note su cosa ha funzionato e cosa no, per capire se questo stile di trading è davvero compatibile con il tuo profilo di rischio.
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