BTP Versus CONTI di DEPOSITO

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BTP Versus CONTI di DEPOSITO. Nel 2026 tenere i soldi sul conto è un errore? Nuovo BTP di gennaio vs conti deposito al 3%: numeri veri e casi concreti

Gli italiani continuano a tenere una montagna di liquidità “parcheggiata”: secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, a ottobre 2025 sui conti correnti c’erano circa 1.379,7 miliardi di euro.

E nel 2026 la domanda diventa inevitabile: ha senso lasciare capitale a rendimento quasi zero quando Tesoro e banche stanno tornando aggressivi sull’offerta?

Perché il 2026 è l’anno delle scelte sulla liquidità

Dopo lo shock inflazionistico 2022–2023, molte famiglie hanno aumentato la prudenza. Ma “prudenza” non deve diventare inerzia: la liquidità è utile per emergenze e spese, però se resta sterile troppo a lungo rischia di perdere potere d’acquisto.

Nuovo BTP di gennaio: caratteristiche in 2 minuti

Nel calendario di gennaio spicca il BTP 3 anni con:

  • emissione 15/01/2026

  • scadenza 15/03/2029

  • cedola annua 2,40%

Il contesto è “caldo”: il MEF, nel primo trimestre 2026, prevede nuove emissioni per almeno 38 miliardi.

Conti deposito gennaio 2026: chi paga ancora il 3%

A gennaio 2026 i comparatori mostrano ancora offerte intorno al 3%–3,5% lordo, tra soluzioni libere e vincolate, spesso con apertura 100% online.

Occhio però a tre dettagli che cambiano il rendimento reale: vincoli/penali, imposta di bollo, e tassazione.

Esempio semplificato su 20.000€ per 18 mesi:

  • al 3% lordo: circa 606€ netti dopo tasse e bollo (stima)

  • al 3,5% lordo: circa 717€ netti (stima)

BTP o conto deposito? 3 casi concreti da 10.000€

(numeri indicativi, su 12 mesi)

  • BTP 2,40% lordo: 240€ lordi → ~210€ netti (titoli di Stato tassati al 12,5%)

Conto deposito 3% lordo: 300€ lordi → ~222€ netti (interessi bancari al 26%)

Conto corrente: interessi quasi zero, ma se superi certe soglie c’è anche l’imposta di bollo.

Nota: su deposito e dossier titoli può applicarsi anche il bollo proporzionale 0,20% annuo sul capitale/valore, salvo promozioni che lo assorbono.

Regole pratiche per il retail italiano nel 2026

  1. Tieni sul conto solo la liquidità “di servizio” (spese + cuscinetto emergenze).

  2. Se sai che quei soldi non ti servono per 12–36 mesi, confronta netto + bollo, non il lordo.

  3. Preferisci deposito se vuoi evitare oscillazioni di prezzo; preferisci BTP se accetti la logica del titolo (e il rischio prezzo se vendi prima).

  4. Controlla: durata vincolo, penali, frequenza cedole, costi del dossier, tassazione.

  5. Diversifica: non mettere tutta la liquidità in un solo “contenitore”.

E tu nel 2026 dove terrai la liquidità: BTP, conti deposito o ancora conto corrente?

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Pietro Di Lorenzo