Il motivo essenziale che induce da sempre i risparmiatori ad acquistare azioni è che esse garantiscono alti rendimenti nel lungo periodo. I rendimenti delle azioni, soprattutto se considerati in un arco di tempo ultrannuale sono storicamente superiori a quelli di qualunque altra attività finanziaria. Il rendimento delle azioni è dato sia dai dividendi che dalle variazioni del loro prezzo. Nelle attese dei risparmiatori la componente crescita del prezzo è ritenuta determinante nella scelta di acquisto.

Cosa sono le azioni?
Le azioni rappresentano quote di partecipazione al capitale di un’azienda e rappresentano l’unità di misura della partecipazione del socio alla società. Chi acquista le azioni quindi diventa socio della società con tutti i relativi diritti e doveri che ciò comporta. Le azioni che una società può emettere possono essere di tre tipi: ordinarie, privilegiate e di risparmio.

Come si acquistano le azioni?
Le azioni possono essere acquistate in Borsa ma l’acquisto in Borsa non può essere effettuato dal singolo risparmiatore, ma solo attraverso gli intermediari finanziari come le banche o le SIM autorizzate. Il risparmiatore potrà decidere di scegliere da sé quali azioni acquistare, oppure potrà affidarsi a scelte altrui. Nel primo caso si acquista dando ordini direttamente o via telefono all’ufficio titoli della propria banca presso la quale si è aperto un conto titoli o con il trading on line attraverso i sistemi Internet predisposti dalle banche o da altri intermediari come le Sim. Nel secondo caso si sottoscrivono le quote di un fondo d’investimento o si affidano i propri risparmi ad un intermediario per una gestione personalizzata.

Cos’è la Borsa?
La borsa è il mercato regolamentato dove vengono scambiati gli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati) ad un prezzo che nasce dall’incontro effettivo di domanda e offerta. La Borsa è un mercato telematico dove, attraverso il proprio terminale, ogni operatore autorizzato può negoziare titoli in tempo reale con tutti gli altri operatori , in qualunque parte si trovino. Borsa Italiana S.p.A. è la società privata con un azionariato composto da banche, SIM, e altri soggetti che gestisce il mercato di borsa italiano.

Come vengono negoziati i titoli in Italia?
In Italia dal 1994 le azioni, e le altre attività finanziarie vengono negoziate attraverso il sistema telematico della Borsa valori, costituito da una rete di elaboratori e terminali, che permette di gestire automaticamente l’incrocio tra la domanda e l’offerta di azioni e di altri strumenti finanziari. In precedenza il sistema di negoziazione era alle grida: la contrattazione di un titolo avveniva in un determinato momento della seduta di Borsa, durante la quale gli intermediari, intorno a un recinto (corbeille) gridavano i prezzi ai quali erano disposti a vendere o a acquistare finché non si trovava una controparte che accettasse la vendita o l’acquisto a quel determinato prezzo.

Quando si può acquistare o vendere?
Durante l’orario di apertura del mercato. Per le azioni quotate sul mercato Italiano (Borsa Italiana) le contrattazioni avvengono dalle 9.30 alle 17.30 e dalle 18.00 alle 20.30 (after hours).

Quali sono i limiti per ciascun ordine di acquisto?
Per ciascun titolo sono fissati lotti minimi (numero di azioni minime). Per il gruppo delle società quotate al Nuovo Mercato (sezione della Borsa dove sono quotate le aziende legate alle nuove tecnologie) non esistono lotti minimi si possono in pratica acquistare lotti da una sola azione.

A quale prezzo si compra o si vende?
I prezzi delle azioni cambiano continuamente nell’arco della giornata seguendo gli ordini che vengono immessi da chi vende e da chi compra. L’investitore dovrà stabilire un prezzo (limite di prezzo) nel dare un ordine di acquisto o vendita.
C’è anche la possibilità di dare ordini senza limiti di prezzo o “al meglio” ma ci si espone al rischio di acquistare a prezzi troppo alti o di vendere a prezzi troppo bassi, soprattutto se il titolo è in una giornata in cui è sottoposto a forti oscillazioni.

Che cosa è il TLX?
Il TLX è un mercato concorrenziale alla borsa tradizionale, fondato da Unicredit Banca Mobiliare. In questo mercato elettronico sono quotati dalle 9 alle 22 oltre 1.300 strumenti tra cui titoli italiani ed esteri comprese le azioni americane (negoziabili anche la mattina). Garante della liquidità è Unicredit che svolge la funzione di market maker.

Le Borse nel Mondo
Oltre alla Borsa di Milano ci sono borse in tutti i grandi paesi molte delle quali accessibili dall’Italia. New York è la più grande piazza finanziaria del Mondo con il New York Stock Exchange (Nyse) e il Nasdaq il grande mercato dei titoli tecnologici. La capitalizzazione complessiva è di quasi 30 volte superiore a quella raggiunta dal mercato azionario italiano. L’Amex è la terza Borsa USA. Tutti i mercati Usa possono essere raggiunti dall’Italia. Il Nasdaq in particolare risulta tra i più facili ed economici da raggiungere. Negli Usa oltre ai 3 mercati principali c’è l’OTC un mercato meno regolamentato e più rischioso, ma anch’esso accessibile dall’Italia (per maggiori informazioni vedi: Borse estere).

Le azioni rappresentano una frazione minima del capitale sociale di una società e permettono al proprietario di diventarne socio. Possono essere ordinarie, di risparmio o privilegiate in base ai diritti che hanno nelle assemblee societarie, sul capitale della società e sulla distribuzione dei dividendi.La proprietà dei titoli azionari può dare origine a due tipi di guadagno, quello in conto capitale e i dividendi. Il primo rappresenta l’utile che è possibile conseguire vendendo i titoli ad un prezzo superiore a quello di acquisto, i dividendi sono una forma di remunerazione di capitale che le società possono distribuire agli azionisti a fronte del numero di azioni possedute.
Le azioni quotate sono scambiate presso le borse valori istituite nei vari Paesi attraverso degli intermediari specializzati quali banche e SIM. E’ necessario aprire un conto titoli presso uno di questi operatori e utilizzare i mezzi più o meno sofisticati che vengono messi a disposizione.
Gli investitori in titoli azionari devono caricarsi di due categorie di costi che dipendono in massima parte dagli intermediari cui si rivolgono. I costi di gestione del conto titoli e i costi di negoziazione che variano in funzione del numero di operazioni effettuate o dell’ammontare intermediato. Nel caso di guadagni vi è poi l’imposizione fiscale secondo le leggi vigenti.
Nel regime italiano esistono vari tipi di titoli azionari, distinti fra di loro in merito a due caratteristiche:

1) La tutela assegnata ai detentori circa la distribuzione dei dividendi.
2) La possibilità di influenzare le decisioni dell’azienda mediante il diritto di voto.

Sulla base di queste caratteristiche, i titoli azionari si dividono in tre tipologie: azioni ordinarie,
privilegiate e di risparmio.

Tipologia
Caratteristiche
Tutela nella distribuzione dei dividendi
Diritto di voto
Azioni ordinarie
Consentono al detentore di votare in tutte le assemblee degli azionisti della società, ma non conferiscono alcuna protezione in merito alla distribuzione di dividendi.
NO
SI
Azioni privilegiate Conferiscono un diritto di priorità nel riparto degli utili e nel rimborso del capitale all’atto delloscioglimento della società, ma conferiscono la possibilità di votare solo nelle assemblee straordinarie. SI SOLO NELLE ASSEMBLEE STRAORDINARIE
Azioni di risparmio Conferiscono una tutela più sostanziale in merito alla distribuzione dei dividendi ma non danno alcun diritto di voto. La legge lascia alle società emittenti libertà circa i privilegi da assegnare alle azioni di risparmio. Tipicamente il dividendo delle azioni di risparmio èpiù elevato di quello delle azioni ordinarie di un ammontare almeno pari al 2% del valore nominale delle azioni. Inoltre l’azione di risparmio ha diritto di ricevere un dividendo minimo annuale pari almeno al 5% del valore nominale del titolo. In caso di mancata riscossione l’azione conserva il diritto a ricevere taleimporto nei due esercizi successivi. SI NO

Prima di avvicinarsi al mercato finanziario è assolutamente indispensabile capire che tipo di investitore siamo. Attraverso questo breve test è possibile individuare alcune indicazioni per la composizione del portafoglio e per l’allocazione delle risorse finanziarie.

CHE TIPO DI INVESTITORE SEI?

1. Quanto tempo puoi dedicare alla cura dei tuoi interessi sul mercato finanziario

a- 15 minuti giornalieri
b- Più di un’ora al giorno
c- 1 ora al giorno
d- 30 minuti a settimana

2. Prevedi di liquidare, in tutto o in parte, i tuoi investimenti per soddisfare i tuoi bisogni finanziari in:

a- 5-10 anni (Esempio: Rilevare un’attività)
b- 3-5 anni (Esempio: acquistare un immobile)
c- 0-3 anni (Esempio: acquistare auto/barca)
d- più di 10 anni (Esempio: Far fruttare risorse finanziario non necessarie adesso)

3. Quando comincerai a liquidare i tuoi investimenti, prevedi di utilizzarli in:

a-3-5 anni
b- 1-3 anni
c- più di 10 anni
d- 5-10 anni

4. Quale grado di stress legato all’investimento sei disposto a sopportare?

a- alto
b- molto alto
c- basso
d- nessuno

5. La tua conoscenza del mondo degli investimenti è:

a- nulla
b- modesta
c- buona
d- ottima

6. Quando investi i tuoi risparmi sei interessato a:

a- guadagnare come l’indice di riferimento
b- guadagnare più dell’indice di riferimento
c- non perdere e guadagnare
d- non perdere soldi

7. Potresti avere bisogno immediatamente di tutta la liquidità?

a- Solo di una parte
b- Si
c- Poco probabilmente
d- No

8. Quali investimenti possiedi o hai posseduto in passato?

a- fondi azionari
b- azioni
c- liquidità: bot, p/t, fondi di liquidità
d- titoli di stato, obbligazioni,fondi obbligazionari

9. Se la borsa scende del 20-30% in pochi mesi e nello stesso periodo una delle azioni che possiedi è scesa del 20-30%, cosa fai con queste azioni?:

a- ne compri ancora
b- le tieni
c- ne vendi una parte
d- le vendi

10. Prendi in considerazione 4 possibili piani di investimento. Basandoti sui possibili rendimenti annui di ciascuno dei piani, qual’è quello più adatto alle tue caratteristiche?

 

Rendimento medio
Rendimento max
Rendimento minimo
Piano A
7
16
-5.5
Piano B
9
25
-12
Piano C
10.5
33.5
-18.2
Piano D
13
60
-29.2

 

Domanda
I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
A.
2
3
2
3
1
3
2
3
4
1
B.
4
2
1
4
2
4
1
4
3
2
C.
3
1
4
2
3
2
3
1
2
3
D.
1
4
3
1
4
1
4
2
1
4

 

IL TUO PORTAFOGLIO PERSONALE

Da 0 a 6 punti:

di breve termine- 40% obbligazionario facilmente liquidabile- 60% liquidità

Da 7 a 13 punti:

conservativo – 55% obbligazionario- 25% liquidità- 20% azionario

Da 14 a 20 punti:

moderatamente conservativo- 45% obbligazionario- 15% liquidità- 40% azionario

Da 21 a 27 punti:

moderato – 30% obbligazionario- 10% liquidità- 60% azionario

Da 28 a 34 punti:

moderatamente aggressivo- 15% obbligazionario- 5% liquidità- 80% azionario

Da 34 a 40 punti:

aggressivo- 5% liquidità- 95% azionario

 

Esistono diverse tipologie di investitori presenti sul mercato:
Vi è lo scalper, il quale opera esclusivamente in favore di se stesso. La sua tecnica è quella di approfittare delle fluttuazioni minime di mercato, spuntando piccoli profitti e di conseguenza rischiando piccole perdite, utilizzando però un alto volume di posizioni. Lo scalper raramente mantiene le sue posizioni oltre la chiusura del mercato.

Esiste poi il day trader il quale, come lo scalper, mantiene le sue posizioni solo durante il corso della sessione giornaliera, e si differenzia dallo scalper per il volume inferiore del trading.

Un position trader invece inizia una posizione e la mantiene per giorni, settimane o anche mesi. Non è interessato alle fluttazioni minori, ma piuttosto ai trend di lunga durata.

Ci sono poi speculatori esterni i quali non avendo accesso al mercato, sono costretti a piazzare i loro ordini tramite memebri del mercato stesso che in quel frangente si comportano da brokers. Gli speculatori esterni possono essere sia day trader che position trader.

Una varietà di ordini è usata nei mercati borsistici. Il più comune è il market order, il quale non specifica nessun prezzo di esecuzione. L’ordine istruisce il broker ad eseguire le istruzioni al miglior prezzo possibile nel più breve tempo possibile. (detto ordine al meglio)

Quando un cliente desidera che un suo ordine venga eseguito ad un specifico livello di prezzo, o comunque molto vicino ad esso, può emettere un ordine chiamato stop order. Quando il mercato raggiunge il prezzo specificato dallo stop order, l’ordine diventa un market order, e va eseguito secondo le modalità di cui sopra.

E’ nostro parere come anche quello di altri traders che il market order debba essere usato quasi mai od il meno possibile, in quanto è sempre sintomo di fretta nell’entrare in posizione, la quale fretta, anche sui mercati, è purtroppo sempre cattiva consigliera.

  • Che cos’è un investimento? E’ qualcosa di molto simile a un prestito.
    Investire vuol dire affidare in tutto o in parte i propri risparmi a un soggetto (può essere lo Stato, una società, una banca, un gruppo di persone) che o paga un interesse, oppure punta ad aumentare il valore, o le due cose insieme.
    Se vuoi tentare un approccio più metodico alle decisioni di investimento, ti suggeriamo di fare le seguenti verifiche prima di iniziare per stabilire quanto e come puoi investire.1-Fai il punto sulla tua situazione familiare: quale è il costo annuo di gestione della tua azienda-famiglia; quali sono le tue necessità finanziarie in un certo arco di tempo (5 o 10 anni) Hai dei figli? Progetti l’ acquisto della casa? etc…
    L’obiettivo di questo esercizio è determinare con una certa esattezza la dimensione del tuo risparmio eccedente2-Fai un piccolo bilancio della tua situazione economica.Fra le attività vanno elencati i valori delle proprietà immobiliari, il valore di mercato dell’automobile e di altri beni strumentali, degli strumenti finanziari già posseduti, delle spettanze di fine rapporto fin qui maturate, degli eventuali crediti, della propria assicurazione sulla vita (vale a dire quanto sarebbe monetizzabile in caso di riscatto), della propria attività nel caso di lavoro autonomo.
    Fra le passività devi calcolare il costo del/dei mutui residui, di eventuali altri debiti residui, il costo fiscale dell’eventuale vendita dei tui beni (casa, esercizio commerciale ecc.)
    La differenza tra attivo e passivo ti dà il valore netto del patrimonio.3- Calcola quanto reddito netto produci.
    Per farlo devi calcolare i profitti e le perdite su base annua. Fra i profitti vanno la retribuzione, eventuali crediti d’imposta incassati, il ritorno (cedole o dividendi) di eventuali investimenti già effettuati. Fra le vanno le tasse e tutte le spese sostenute (dall’affitto, all’alimentazione, alle vacanze, agli studi dei figli, all’abbigliamento, etc). La differenza tra profitti e perdite dà il tuo utile netto (o perdita) su base annua.4-Ammettiamo che dopo questi due esercizi, tu abbia due valori positivi.
    La dimensione del primo valore, è molto importante per decidere quale quota investire del secondo, la liquidità di cui disponi a fine anno.
    Più alto è il valore del patrimonio, più grande è la quota di liquidità che puoi investire senza troppe preoccupazioni.
    A questo punto dovrai scegliere se investire i tuoi risparmi in investimenti che ti preservino dall’inflazione oppure se destinarli a allocazioni che possano produrre multipli della cifra iniziale in un certo arco di tempo accettando un certo rischio.
    Tieni conto dell’importanza del fattore tempo.
    Ad esempio, se tra dieci anni i tuoi figli avranno concluso gli studi e saranno avviati nel mondo del lavoro, quello potrebbe essere il momento giusto per posizionare l’acquisto di una seconda casa. Oppure, se ti mancano cinque anni alla pensione, e quindi alla liquidazione, quello potrebbe essere il momento giusto per passare da un tipo di investimento a maggior rischio a uno che garantisca una rendita per andare a integrare la pensione.

Se si decide di scegliere le azioni quale strumento dei propri investimenti finanziari, si può operare con le stesse attraverso 2 canali: operando con la banca oppure operando attraverso il trading on line.

Operare con la banca

Per effettuare la compravendita di titoli in banca occorre dopo aver aperto un conto corrente bancario e un conto titoli entro cui far confluire i titoli acquisiti, recarsi presso un qualsiasi sportello o chiamare telefonicamente e rivolgersi al funzionario incaricato al borsino, ossia l’ufficio titoli. Occorre compilare e firmare il modulo d’ordine d’acquisto o di vendita che verrà eseguito dalla stessa banca o verrà inviato ad una Sim, solitamente di derivazione della banca stessa, ossia controllata dallo stesso istituto di credito.
L’ordine viene quindi immesso secondo le modalità indicate dal cliente e viene applicato solo quando incontra una proposta contraria che permette lo scambio a quelle condizioni. L’ordine, se applicato, viene detto eseguito. La banca ha l’onere di inviare al cliente la nota di eseguito dell’ordine.
Le commissioni che spettano all’intermediario per l’esecuzione dell’ordine ammontano mediamente al 7 per mille dell’ammontare intermediato, salvo condizioni particolari applicati ad una certa categoria di clienti, e aumenta ancora se l’ordine riguarda azioni estere poiché alla commissione di negoziazione della banca, si deve aggiungere quella per l’intermediario estero.
Ormai quasi tutte le banche forniscono il servizio di trading via telefono che permette, attraverso un call center di comunicare ordini di compravendita di strumenti azionari. Le commissioni sono più elevate rispetto al servizio di trading on line.
Gli ordini telefonici di acquisto o vendita vengono espressi a voce ma le chiamate vengono sempre registrate dal sistema

Operare con il trading on line

Per effettuare le negoziazioni di titoli con il trading on line occorre avere un conto dedicato presso una banca o una Sim. Una volta attivato il servizio di trading on line, la banca fornirà al cliente un codice segreto e una password con cui, una volta collegati con il sito della banca, si potrà accedere alla pagina personale del servizio dalla quale si potranno impartire ordini di acquisto e vendita di strumenti finanziari senza il rischio che qualcun altro possa intercettare i propri dati o possa effettuare operazioni al posto di chi è abilitato al servizio.
Poiché si devono inserire gli ordini in maniera autonoma, prima di effettuare la prima operazione è consigliabile acquisire dimestichezza con la piattaforma per la compravendita degli strumenti finanziari per evitare di commettere errori. Presso tutti i siti è possibile simulare le operazioni di trading e in alcuni è possibile anche gestire portafogli virtuali.
Le commissioni applicate per il trading on line sono nettamente inferiori a quelle che si sostengono al borsino della propria banca, infatti normalmente l’onere di negoziazione a carico del cliente è pari a circa il 2 per mille dell’intermediato.(vai nella’area dedicata ai broker on-line)Talvolta sono previsti dei tetti massimi che trasformano la commissione, oltre determinati importi intermediati, da variabile (permillare) a fissa.

Titoli di capitale (es. Azioni)
Acquistando azioni si diventa soci della società emittente e si partecipa interamente al rischio economico della società.
– Variabilità del prezzo (di acquisto o di vendita): dipende in modo specifico dalla solidità patrimoniale dell’emittente dalle aspettative di guadagno delle imprese emittenti dipende in modo generico dalle fluttuazioni di mercato legate alla situazione economica di un paese specifico o internazionale.
– Liquidità (facilità a trasformarsi in moneta senza perdita di valore): bisogna tenere presente che è più facile liquidare i titoli trattati sui mercati organizzati.
– Rischio cambio: se si acquistano titoli di un paese extra-euro bisogna tenere presente la volatilità del rapporto di cambio che può incidere in modo negativo sul risultato complessivo dell’investimento.
– Altri rischi: in un investimento è necessario conoscere eventuali commissioni di negoziazione e il regime di tassazione sui guadagni di borsa (plusvalenza, dividendi) in vigore nel paese in cui si effettua l’investimento.

Titoli di debito (titoli di stato, obbligazioni ecc.)
Aquistando obbligazioni si diventa finanziatori della società o dell’ente emittente, si ha diritto a percepire degli interessi e, alla scadenza, al rimborso del capitale.
– Variabilità del prezzo (di acquisto o di vendita): dipende in modo specifico dalla solidità patrimoniale degli emittenti, cioè la capacità dell’emittente di pagare gli interessi e/o di rimborsare il capitale. Dipende in modo generico dalle fluttuazioni dei tassi di interesse di mercato e dalla lunghezza della vita residua del titolo.
– Rischio cambio: se si acquistano titoli di un paese extra-euro bisogna tenere presente la volatilità del rapporto di cambio che può incidere in modo negativo sul risultato complessivo dell’investimento.
– Altri rischi: in un investimento è necessario conoscere eventuali commissioni di negoziazione e il regime di tassazione (plusvalenza, interessi) in vigore nel paese in cui si effettua l’investimento.

RISCHI DI UN INVESTIMENTO IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

Futures
– Effetto leva: un qualsiasi movimento dei prezzi di mercato anche molto piccolo avrà un impatto molto elevato sul capitale inizialmente investito anche sino alla completa perdita.
– Strategie: le eventuali richieste di nuovi investimenti in caso di movimenti del mercato a sfavore dell’investitore, potrebbero avere un preavviso molto breve non sufficiente per mantenere aperta la posizione in futures, che può essere liquidata in perdita.

Opzioni
– Acquisto: è un investimento altamente volatile ed è molto elevata la possibilità che arrivi a scadenza senza valore, perdendo la somma investita nel premio e le commissioni pagate.
– Vendita: il rischio è molto più elevato rispetto ad una operazione di acquisto, infatti le perdite che si possono avere sono potenzialmente illimitate ed andare oltre al premio che si riceve.

1. Verificare che il soggetto che propone o promuove un servizio d’investimento in Italia sia autorizzato. I soggetti abilitati sono menzionati nel Testo Unico della Finanza d.lgs. 58/98. (www.bancaditalia.it www.consob.it).

2. Considerare con estrema attenzione le proposte di acquisto di titoli non negoziati su mercati regolamentati o non diffusi presso il pubblico, per i quali è quindi difficile verificare il prezzo di mercato.

3. Farsi consegnare copia della dichiarazione redatta dall’intermediario contenente elementi identificativi dell’intermediario stesso e del promotore.

4. Diffidare di proposte di investimento che assicurano un rendimento molto alto e non in linea con quelli di mercato o “a rischio zero”. Ad alti rendimenti corrispondono di regola rischi elevati.

5. Al momento della firma del contratto d’investimento ricordarsi che Il rapporto di intermediazione va instaurato in forma scritta, salvo le eccezioni previste da regolamenti Consob (ad esempio, per il servizio di collocamento).

6. Dopo la conclusione del contratto e per tutta la sua durata, controllare la regolarità dell’attività svolta dall’intermediario, mediante la verifica della documentazione ricevuta che è opportuno conservare anche per eventuali controversie. E’ possibile inoltrare un esposto alla CONSOB, se si ritiene che l’intermediario o il promotore possa aver violato regole di correttezza o di comportamento.

7. In caso di investimenti pubblicizzati, proposti o conclusi attraverso Internet, controllare che sia chiaramente identificabile il soggetto che propone l’investimento e verificare che gli indirizzi forniti (telefono, fax e sede del soggetto) corrispondano effettivamente a quelli del soggetto.

8. Tener presente che l’esistenza all’interno di un sito di riferimenti alla circostanza che il soggetto è vigilato da un’autorità pubblica o di collegamenti con siti di autorità di controllo non comporta nessuna assunzione di responsabilità da parte di tali autorità né garantisce il contenuto delle proposte effettuate. E’ sempre necessario verificare direttamente presso l’autorità di vigilanza che il soggetto sia abilitato.

9. Ricordarsi che Internet consente, per le proprie caratteristiche tecniche, contatti e scambi a livello internazionale. Quindi, gli investitori devono per prima cosa individuare quale sia il Paese la cui legge si applica all’attività proposta o conclusa attraverso Internet e se, secondo la normativa di quel paese, l’attività è soggetta alla vigilanza di un’autorità pubblica.

10. Si ricorda, infine, che su Internet esistono diversi “gruppi di discussione”, aventi ad oggetto i mercati finanziari, sui quali è possibile accedere o scambiare informazioni relative a mercati, strumenti finanziari e opportunità d’investimento. Le informazioni, le notizie e i suggerimenti contenuti in tali gruppi si distinguono, normalmente, per essere di provenienza anonima o comunque difficilmente verificabile. Si raccomanda pertanto di prestare molta attenzione e di verificare le informazioni apprese con quanto riportato sull’argomento da altre fonti (ufficiali o comunque non anonime)

  • Gli investitori compiono alcuni errori tipici nelle scelte di investimento.Gli sbagli più frequenti sono riconducibili:
    1. Alla poca diversificazione.
    2. Alle troppe transazioni.
    3. Ad una inadeguata valutazione delle proprie esigenze finanziarie.1. Poca diversificazione
    Molti investitori concentrano i loro acquisti su un numero ridotto di titoli. Alcuni decidono di comprare solo 2 o 3 titoli quotati a Piazza Affari magari investendo oltre metà del patrimonio in
    uno di questi. Tale concentrazione è altamente pericolosa in quanto rende gli investitori vulnerabili all’andamento dei pochi titoli in loro possesso. Ciò è rischioso specialmente se si tratta di titoli di piccole aziende appartenenti a settori volatili, ad esempio, titoli legati ad Internet. Nei periodi di crisi tali titoli sono soggetti a fortissime oscillazioni come diminuzioni
    di prezzo nell’ordine del 10% in un solo giorno.
    Appellarsi ai benefici della diversificazione è quindi un concetto valido nel momento in cui si decide l’investimento e non in quello in cui si valuta la storia passata. Guardando al futuro non si sa come andranno i prezzi dei titoli e quindi, ripartendo il proprio investimento fra vari titoli, si diminuisce l’impatto legato all’acquisto di un eventuale titolo sbagliato. Un portafoglio diversificato consente di aumentare il rendimento atteso per un certo livello di rischio e/o di diminuire il livello di rischio per un dato rendimento atteso. È fondamentale diversificare in modo appropriato il proprio portafoglio, acquistando titoli di imprese operanti in vari settori (diversificazione settoriale) e vari paesi (diversificazione geografica) oppure diversificando attraverso i fondi comuni d’investimento.
    -La diversificazione settoriale: la crescente globalizzazione ha ridottole opportunità di
    diversificazione geografica. La maggior tendenza alla sincronia dei cicli economici,
    rende sempre più difficile sperare che le imprese di un certo paese seguano andamenti
    diversi da quelli degli altri paesi e per questa via consentano una adeguata diversificazione del portafoglio azionario.Le possibilità di diversificazione sono, dunque, meglio sfruttabili a livello di imprese appartenenti adiversi settori economici.

    -La diversificazione geografica:un investimento troppo accentuato in imprese
    nazionali è maggiormente pericoloso. Quando l’economia nazionale entra in recessione o addirittura in una fase di crisi prolungata (come in Giappone negli anni novanta) i prezzi dei titoli azionari tendono a scendere. Una diversificazione internazionale dei propri investimenti consente di sfruttare le fasi di prezzi elevati di altri paesi che possono compensare le fasi negative del mercato interno.

    2. Troppe transazioni
    Questo è un errore tipico dei Traders on line in quanto l’uso estremamente facile ed intuitivo porta ad una “iper-attività” che tende a modificare continuamente la struttura del portafoglio per reagire alle notiziesull’andamento dell’economia nel suo complesso o su singoli titoli. In molti casi è bene resistere a tale tentazione,in quanto molto spesso si tenta di comprare a prezzi bassi e vendere a prezzi alti, ma si finisce per fare esattamente l’opposto.
    Nessuno ha la famosa sfera di cristallo e tutti possono essere traditi
    dalle sensazioni, in particolar modo i singoli investitori, che mancano di un supporto adeguato di
    analisi.
    Quindi l’unica conseguenza certa di una frequente ristrutturazione del proprio portafoglio è l’aumento dei costi di transazione legati alla compravendita di titoli.

    3. Inadeguata valutazione delle proprie esigenze finanziarie
    A volte si acquistano titoli azionari senza valutare tutte le conseguenze possibili dell’investimento. In genere si immaginano scenari di crescita più o meno rapida dei prezzi (altrimenti non si comprerebbe!) ma ciò non è assolutamente garantito.
    I prezzi possono salire o scendere per una ampia varietà di fattori, molti dei quali neanche perfettamente compresi dagli esperti. Una discesa del valore dell’investimento può non avere alcuna conseguenza per un individuo che detiene i titoli e approfitta di una fase successiva di aumento degli stessi. Ciò però non accade se l’individuo è costretto a vendere i titoli nei momenti di crisi del
    mercato a causa di esigenze finanziarie come l’acquisto di una abitazione o spese mediche.
    È quindi importante acquistare titoli azionari soltanto avendo di fronte a sé un orizzonte temporale
    sufficientemente lungo da sopportare fasi anche sostenute di discesa dei prezzi.

Piccola premessa: In borsa non guadagnano solo i fenomeni e i ben informati , ma gli strateghi attenti e i disciplinati che ogni giorno sono in grado di imparare le lezioni del mercato mettendo in discussione le proprie idee in ogni momento.

1) INCAPACITA’ DI SCEGLIERE
Molti non sanno che variabili guardare per scegliere il miglior titolo, finendo quindi per comprare titoli che non hanno nulla a che vedere con i titoli trainanti.

2) COMPRARE IN CONTROTENDENZA
Un buon metodo per ottenere pessimi risultati e’ quello di acquistare quando i prezzi declinano, nella convinzione che a prezzi piu’ bassi il titolo e’ piu’ conveniente. La regola fondamentale è seguire il mercato e mai anticiparlo.

3) MEDIARE I PREZZI
Ancora peggio e’ quando l’investitore si convince a seguire la micidiale tecnica della “media prezzi”; non solo perde sul primo acquisto, ma finisce per perdere anche sul secondo…sul terzo…..e cosi’ via. Se il titolo continua ad andare giù, ci sarà un motivo…

4) LA TRAPPOLA DEI TITOLI A BASSO PREZZO
Non pochi investitori preferiscono acquistare 100.000 titoli a 1000 lire che 10 a 100.000 lire; finiscono cosi’ per scegliere quasi sempre titoli di bassa qualita’ soggetti ad elevatissima volatilita’. Una componente fondamentale e’ il gradimento degli investitori istituzionali.

5) LA FRETTA DEI NOVIZI
Chi si affaccia per la prima volta al mercato ha spesso fretta di guadagnare e poca voglia di faticare….il risultato e’ sempre lo stesso: grandi perdite in poco tempo. La pazienza è una delle doti principali del trader vinvente!

6) LE DRITTE DI BORSA
La convinzione piu’ comune in assoluto e’ che in borsa guadagna chi ha le “dritte” giuste; peccato che in realta’ chi ha tali dritte si guardi bene dal comunicarle, e che alla fine quello che giunge all’orecchio dell’investitore e’ l’opposto della realta’ o è arrivato quando il titolo ho già scontato ampiamente la “dritta.

7) P/E E DIVIDENDI
Molti scelgono titoli con forti dividendi dimenticando che l’importante per un’azienda e’ il profitto e non quello che paga ai suoi azionisti; i bassi p/e non sono una variabile a se’ stante: spesso dimostrano che la societa’ non vale poi tanto….

8) TITOLI FAMOSI
I titoli con un nome piu’ conosciuto sono spesso i favoriti; Spesso si dimentica che il nome non e’ sinonimo di qualita’, e soprattutto non garantisce la crescita dei prezzi di borsa.

9) MANCANZA DI SUPPORTO INFORMATIVO
Pochi investitori riescono a trovare fonti di informazioni valide, e a volte non per colpa loro. Il proprio consulente va selezionato attentamente e giudicato con criterio.

10) E’ SALITO TROPPO….
La maggior parte degli investitori rifiuta di entrare su un titolo che ha gia’ fatto molta strada; le statistiche dimostrano che sono proprio questi titoli ad avere piu’ chance di successo in assoluto. Quindi non tentennate ad entrare su titoli che hanno fatto molta strada, ciò non vuol dire che potranno continuare a farla.

11) LA LOSS TRAP
Si definisce loss trap tenere i titoli che perdono…il titolo perde troppo per poterlo liquidare. Molti trader sono attualmente “imprigionati” dal proprio portafoglio per scelte sconsiderate del passato; Errare è umano perseverare…

12) QUICK PROFIT
In opposto alla tecnica precedente, gli investitori liquidano in fretta quando realizzano guadagni minori. Si trovano cosi’ con profitti risicati e perdite ingenti, per aver seguito in maniera esattamente inversa la regola d’oro per far performance:” taglia le perdite e fai correre i profitti”.

13) IL FASCINO DELLE OPERAZIONI A PREMIO
I premi attirano spesso una larga fascia di investitori che si convincono di limitare il rischio per il semplice fatto di conoscere quanto perdono. Non realizzano che rischiano il 100% del capitale che investono ed inseriscono una variabile (tempo) che rende difficile l’operazione.

14) LA MANCANZA DI UN PIANO
La maggior parte degli investitori manca di un piano di investimento che li aiuti nelle proprie scelte. Finiscono per adottare tecniche diverse di volta in volta, e sempre piu’ confuse. La cosa importante è la disciplina, cioè far proprie delle regole ed applicarle sempre, senza mai metterle in discussione in corso. Se queste non vengono ritenute più valide, fermare il trading, ed elaborare un piano diverso ma sempre “a boccie ferme”.

15) FAVORITISMI
Non si sa perche’, ma molti hanno i loro titoli favoriti, sui quali insistono anche quando l’andamento della quotazione non e’ favorevole; questa trappola psicologica non aiuta a realizzare performance in un settore dove la freddezza e l’imparzialita’ sono tutto. Non innamoratevi dei titoli come fossero belle donne/uomini!

Capita spesso che trader, affermati e non, espongano il proprio decalogo di regole auree. Ogni trader del mondo ha le sue regole che segue fedelmente e non so quanto possa essere utile scriverne un altro . Comunque, queste sono le mie che provengono dall’ esperienza diretta e che potranno risultare banali, ma vi assicuro che sono sistematicamente disattese e quindi causano forti sofferenze. La cosa migliore è scriverle e metterle in un posto visibile

1) Non investire mai i soldi che non puoi permetterti di perdere e non rischiare tutto il capitale a disposizione su un singolo titolo.

2) Segui un piano prestabilito cioè decidi in anticipo quali saranno gli elementi da seguire per dire vendo o compro. Testa il tuo piano senza investire, se funziona utilizzalo. Comunque non metterlo mai in discussione quando operi.

3) Seleziona le Metodologie che userai per fare trading. Meglio utilizzare pochi strumenti, ben conosciuti, che tanti facendo confusione.

4) Opera sempre seguendo il trend principale.Non andare contro tendenza, vendere sul denaro e acquistare sulla lettera e’ una procedura da dimenticare. Pensa a dove il mercato ti vuole portare non a dove vuoi che ti porti. Se non sei sicuro nella direzione del mercato non operare.

5) Taglia le perdite e lascia correre i profitti. Questa potrebbe essere l’unica regola da seguire, senz’altro e’ la piu’ importante. Nella maggior parte dei casi si tagliano i profitti e si lasciano correre le perdite. Gli ultimi due anni di borsa italiana ne sono un esempio. Quando un titolo perde liquidalo al piu’ presto, se cresce non toccarlo.

6) Non incrementare posizioni in perdita, incrementa, se è il caso, solo posizioni in guadagno

7) Non esagerare quando aumenti la tua posizione. Se hai fiducia in un titolo o in un mercato non lasciartii prendere dall’euforia, potresti pentirtene.

8) Usa gli stop loss per preservare i profitti e tagliare le perdite. Ogni volta che compri un titolo definisci quanto sei disposto a perdere al massimo. Lo stesso vale per i titoli che guadagnano. Lo stop loss va messo a un punto logico (ad esempio Resistenza o Supporto) e non solo ad un livello conveniente.

9) Dai luogo ad un’operazione se giustificata tecnicamente: acquista sui supporti o alla rottura delle resistenze e vendi sulle resistenze o alla rottura dei supporti.

10) Evita il Trading intraday se non puoi seguire le quotazioni in real time.

11) Quando puoi investi sui mercati liquidi ed opera sui titoli a maggior capitalizzazione.

12) Documentati il più possibile.Ogni decisione deve essere presa alla luce di informazioni valide, non lasciate la scelta al caso. Ogni informazione e’ preziosa e non va sottovalutata.Informati in tutti i modi possibili (giornali, riviste specializzate, siti internet..) ma sempre con spirito critico.

13) Non prendere posizioni prima di eventi fondamentali per il mercato (elezioni politiche, dato inflazione, riunione Fed e Bce,..).

14) Investi su un gruppo massimo di 6/10 azioni alla volta per poterle seguire con la necessaria attenzione e favorisci i titoli di aziende che sono leader di mercato nel proprio settore.

15) Non sottoscrivere un OPV pensando fosse una lotteria. Studia il prospetto informativo e tutto ciò che può essere utile per stabilire la bontà dell’offerta.

16) Non acquistare mai un titolo di una società di cui non sai di che cosa si occupa, quale posizione occupa nel mercato di riferimento e da quale management è diretto.

17) Non scegliere un titolo solo perché ha perso troppo dai suoi massimi.

18) Non aver paura di comprare un titolo che ha avuto un forte rialzo negli ultimi mesi.

19) Prima di prendere posizione su un titolo monitora attentamente i volumi, perché a volte un incremento dei volumi è molto più importante di un incremento dei prezzi.

20) Controlla ogni tanto se cio’ che ti ha spinto ad investire c’e’ ancora.

  • 1) Rispetta le regole di trading: la disciplina è una delle armi vincenti del trader.

    2) Ricorda che l’elemento determinante per il successo in borsa sei tu.

    3) Impara ad avere la capacità di ammettere i tuoi errori e chiudere in perdita

    4) Quando sei in dubbio, non operare. Se la situazione del mercato non e’ chiara perche’ ci sono importanti notizie da attendere o perche’ il mercato si muove lateralmente, meglio restare fermi, non entrare o uscire dal mercato in quel momento, e’ inutile rischiare

    5) Mantieni sempre una buona contabilità delle operazioni effettuate ed analizza attentamente le perdite.

    6) Pensa in modo autonomo e indipendente evitando di seguire la massa.

    7)Non considerare troppo le voci (rumors) e non farti condizionare dalle opinioni/consigli degli amici.

    8) Mai innamorarsi di un titolo.

    9) Impara a saper perdere e soprattutto impara dalle perdite.

    10) Non essere mai precipitoso.Non aver fretta di entrare su un titolo, aspetta il momento più opportuno.

    11) Non esaltarti mai per le vincite e non abbatterti troppo per le perdite.

    12) Se cerchi forti emozioni lascia stare la borsa e dedicati al bungy jumping o vai a Las Vegas: almeno lì sai quali sono le tue probabilità di vincere.

    13) Non essere avido: è impossibile guadagnare tanti soldi in poco tempo.

    14) Ricordati che le doti principali dei grandi traders sono disciplina fiducia in se stessi e pazienza.

    15) Domina l’emotività e non essere impaziente: dai alle tue azioni il tempo di crescere.

    16) E’ impossibile comprare ai minimi e vendere ai massimi.Non tormentarti se l’azione appena venduta in guadagno continua a salire.

    17) Non aspettarti che tutte le operazioni che farai saranno profittevoli: quello che conta è l’utile finale raggiunto (guadagni – perdite) e non il numero operazioni positive.

    18) Sfrutta le perdite per aumentare la tua conoscenza della borsa.

    19) Aspettati e accetta con serenità le perdite.

    20) Rimani umile: dimentica in fretta le perdite e ancora più in fretta le vincite.

    21) Ricordati che il futuro non sempre riflette il passato. Le passate performance non danno garanzia di futuri guadagni ma possono essere la migliore indicazione che hai a disposizione.

    22) Non esaltarti troppo per i grandi guadagni che otterrai, rifletti sui rischi che dovrai correre per raggiungerli.

    23) Non pensare mai di aver capito tutto della borsa.

    24) Non sentirti in dovere di investire sempre.

    25) Controlla le tue emozioni; La borsa è una metafora dell’esistenza. Solo i disciplinati vincono.

    26) Ascolta e comprendi prima di agire; Se non hai capito bene farai di sicuro dei disastri.

    27) Resta sempre calmo e non prendere rischi eccessivi

    28) Impara che.ogni giorno è un campo di battaglia nuovo,in quanto le forze che si combattono (buyers e sellers) modificano continuamente le loro strategie e tattiche.

    29) Osservare tutto il giorno lo schermo e seguire ogni piccolo movimento del mercato causa una forma ipnotica di confusione mentale.Psicologicamente tendi ad overtrading,ma la corretta soluzione è undertrading.

    30) Metti tutte le operazioni per iscritto. Ti aiuterà a capirle meglio ed a analizzare in modo migliore i tuoi errori.

  • Per affrontare i mercati finanziari è indispensabile una grande cultura finanziaria. Questa non vuole essere in nessun modo una guida esaustiva all’enorme bibliografia sui temi della finanza ma sola la segnalazione di alcuni testi che a me hanno insegnato molto. Segnalateci anche voi i testi che vi hanno particolarmente aiutato a crescere.
    Testi di Psicologia e Trading:

    PSICOLOGIA DELL’INVESTITORE
    Tecniche e Metodologie Operative di Stefano M. Masullo e Sergio Ciriaco – Editore FAG – 2001

    MENTE E DENARO
    Introduzione alla Psicologia Economica di Luigi Ferrari e Dario F. Romano – Raffaello Cortina Editore – 1999

    L’ARTE DI VINCERE IN BORSA
    Trappole dell’Ego e Atteggiamenti Mentali Vincenti di Giuseppe Migliorino – Borsari – 1999

    COME GUADAGNARE IN BORSA CON LA PSICOLOGIA
    di Renato Paludetto – Franco Angeli – 1999

    LA BORSA ALLE STELLE, I TITOLI DI PIAZZA AFFARI ANALIZZATI CON L’ASTROLOGIA
    di Onelio Onofrio Francioso Christina Franzoni -Sperling e Kupfer -Milano 1999

    GUADAGNARE IN BORSA CON L’ANALISI TECNICA: I TREND
    di Renato Di Lorenzo -Il Sole 24Ore

    GUADAGNARE IN BORSA CON L’ANALISI TECNICA: LE FIGURE
    di Renato Di Lorenzo -Il Sole 24Ore

    GUADAGNARE IN BORSA CON L’ANALISI TECNICA: LE CANDELE GIAPPONESI
    di Renato Di Lorenzo -Il Sole 24Ore

    SUPER TRADING: LE NUOVE TECNICHE DEI MIGLIORI TRADERS DI WALL STREET APPLICATE A PIAZZA AFFARI
    di Giuseppe Migliorino -Borsari

    I NUMERI DI FIBONACCI E LE ONDE DI ELLIOT

    di Giuseppe Migliorino -Borsari

    DOVE TROVARLI:

    Bol: www.bol.com ottimamente fornita l’area Business ed Econmia

    Finance Watch Bookstore: www.global-investor.com ampia scelta di libri su tecniche di analisi e prodotti finanziari

    Traders’ Library: www.traderslibrary.com la libreria del trader

    Trading Library.com: www.tradinglibrary.com libreria on line dedicata all’analisi tecnica

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